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STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"
"Ordine
dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"
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La cella mistica
«Nella
cella ci viene mostrata la soave contemplazione, tesoro inestimabile
e incomparabile, perché disprezzando totalmente le cose terrene e
caduche, il nostro animo con libertà e fervore si dedichi totalmente
alla sua ricerca.
[...] nella solitudine della cella,
lontani dalla vanità del mondo, otteniamo le vere delizie del
paradiso che rallegrano e rafforzano il nostro uomo interiore al
punto che il suo desiderio è sempre allo stesso tempo assetato a
sazio»
(Nicola il Francese, Ignea Sagitta)
«La cella riscalda il figlio della grazia come frutto del suo seno,
lo nutre, lo abbraccia e lo conduce alla pienezza della perfezione
rendendolo degno dell'intimità di Dio, La cella è terra santa e
luogo santo dove il Signore e il suo servo si parlano nel segreto,
come l'uomo fa con l'amico. In essa l'anima fedele si unosce
frequentemente al Dio vivo, come la sposa si accompagna allo sposo,
le cose celesti si uniscono alle terrene e le umane alle divinità.
La cella del servo di Dio è come il tempio del Signore. Tanto nel
tempio come nella cella si trattano di cose divine [...].
Per avere più sicurezza nella tua cella, ti sono indicati tre
custodi: Dio, la coscienza e il padre spirituale. A Dio devi una
devozione tale per cui ti occupi pienamente di lui. Alla tua
coscienza devi un rispetto che ti faccia arrossire in caso di
peccato. Al padre spirituale, al quale ricorrerai per tutto, devi
obbedienza amorosa. Ti indico inoltre un quarto difensore: [...] una
persona il cui esempio ti abbia talmente colpito e verso la quale tu
nutra tanto rispetto, che ogni qualvolta ti ricorderai di lei tu ti
senta migliore e ti comporti nelle azioni e nei pensieri come fosse
realmente presente. [...].
In ogni modo, ciascuno abbia la sua cella separata per impegnarsi
nella solitudine [...]. Cerca di avere una cella esteriore e una
interiore; l'esteriore è la casa nella quale abita la tua persona,
l'interiore è nella tua coscienza, nella quale deve abitare Dio
nella pienezza dei tuoi sentimenti. [...].
Ama dunque la tua cella interiore, e ama quella esteriore; onorale
tutte e due».
(Giovanni Soreth, Expositio paraenetica Regulae)