STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"

"Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"

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 Il monte Carmelo  

 

Geografia - Spesso nelle fonti e più ancora nella immaginazione di chi ne sente parlare senza averlo veduto, il nome “monte Carmelo” evoca l’ultima parte di un complesso di alture che costituiscono una vera e propria catena montuosa, nella Terra Santa, oggi Israele. La catena, lunga 25 km e larga 12, con una altezza massima di 546 metri, è solcata da vallate ed ha una superficie di 150 km quadrati. È limitata al nord dalla baia di Haifa; al sud confina con le terre di Cesarea; all’est con la pianura di Esdrelon e Saron; all’ovest con il Mare Mediterraneo. Il promontorio che si incunea nel Mediterraneo è alto 150 metri e la sua larghezza varia da 6 agli 8 km.

La roccia è calcare ed ha consentito la formazione di numerose grotte. Anche se il terreno generalmente non è adatto all’agricoltura, la rinomata fertilità del Carmelo si riferisce alla vegetazione spontanea, dovuta all’abbondante rugiada che cadde soprattutto d’estate. Forse questo è il motivo del significato della parola “Carmel”: ampia zona di vegetazione naturale, in opposizione a “midbar” (steppa) e a “ya’ar” (foresta o selva).

 

Mondo Biblico – Nei riferimenti del mondo biblico il monte Carmelo è considerato sempre come segno di grazia, di benedizione e di bellezza a causa della sua ricca vegetazione (cf. Is.35,2; Ger.50,19; Ct.7,6). In esso si vede anche il luogo del rinnovo dell’Alleanza e degli interventi di Dio attraverso il profeta Elia (1Re.18,20-46), delle cui gesta e ricordi lo stesso monte è pieno.

Tra gli arabi fino ad oggi il monte Carmelo è chiamato “Gebel mar Elias” (monte del Santo Elia). Con la presenza dei carmelitani (certamente all’epoca della terza crociata) il Carmelo divenne anche luogo di culto a Maria.