|
STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"
"Ordine
dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"
 |
IL
TESTO DELLA REGOLA

[1]
Alberto, per grazia di Dio Patriarca della Chiesa di Gerusalemme, ai
diletti figli in Cristo B. e agli altri eremiti che, sotto la sua
obbedienza, dimorano accanto alla Fonte al Monte Carmelo, salute nel
Signore e benedizione dello Spirito Santo.
[2]
Molte volte ed in molte maniere i santi Padri hanno stabilito in che
modo ciascuno, in qualsiasi Ordine si trovi o qualunque forma di
vita religiosa abbia scelto, debba vivere nell'ossequio di Gesù
Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e con buona
coscienza.
[3]
Tuttavia, siccome ci chiedete di darvi una norma di vita in
conformità al vostro proposito, secondo la quale dovrete regolarvi
in avvenire:
[4]
Stabiliamo anzitutto che abbiate come Priore uno scelto tra voi, il
quale venga eletto a questo ufficio per unanime consenso di tutti o
della parte più numerosa e sana; al quale ciascuno degli altri
prometta obbedienza e, avendola promessa, si sforzi poi di tradurla
in pratica insieme con la castità e con la rinunzia al diritto di
proprietà.
[5]
Potrete avere delle dimore negli eremi o dove vi saranno state
donate, adatte e convenienti alla osservanza della vostra vita
religiosa, secondo quanto sembrerà opportuno al Priore ed ai
fratelli.
[6]
Inoltre, secondo lo spazio della dimora che avrete stabilito di
abitare, ciascuno di voi abbia una cella separata, che verrà
assegnata ad ognuno per disposizione dello stesso Priore e col
consenso degli altri fratelli o della parte più sana.
[7]
In maniera tale, però, che consumiate nel refettorio comune i cibi
che vi saranno dati, ascoltando in comune la lettura di qualche
passo della Sacra Scrittura, ove potrà farsi comodamente.
[8]
Non è lecito ad alcun fratello cambiare la dimora assegnatagli o
permutarla con altri, se non col consenso del Priore in carica.
[9]
La cella del Priore sia presso l'ingresso della dimora, affinché
egli sia il primo ad incontrarsi con chi arriva alla suddetta
dimora; e poi tutte le cose che si debbono fare si facciano secondo
il volere e la disposizione di lui.
[10]
Ciascuno rimanga nella propria cella o nelle vicinanze di essa,
meditando giorno e notte nella legge del Signore e vigilando in
orazione, a meno che non sia giustamente occupato in altre mansioni.
[11]
Coloro che sanno recitare le Ore canoniche con i chierici, le
recitino secondo le prescrizioni dei santi Padri e la consuetudine
approvata dalla Chiesa. Quelli che non le sanno recitare, dicano 25
Pater noster per la preghiera della veglia notturna, eccetto
le Domeniche e le Feste solenni, nei quali giorni stabiliamo che il
suddetto numero venga raddoppiato, in maniera che si dicano 50
Pater noster. La medesima orazione venga detta sette volte per
le Lodi del mattino. Anche per le altre Ore si dica sette volte la
medesima orazione per ciascuna Ora, eccetto che per i Vespri, in cui
deve essere detta quindici volte.
[12]
Nessun fratello dica che una cosa è di sua proprietà, ma tutte le
cose abbiatele in comune e vengano distribuite dal Priore, ossia dal
fratello da lui designato a questo scopo, tenendo conto dell'età e
delle necessità di ciascuno.
[13]
Potete anche avere degli asini o dei muli, qualora dovessero
bisognarvi, e qualche allevamento di animali o volatili.
[14]
Nel mezzo delle celle venga costruito, nel modo più conveniente,
l'oratorio, nel quale dovete adunarvi la mattina di ogni giorno per
ascoltare la Messa, ove si potrà fare comodamente.
[15]
Nelle domeniche, oppure in altri giorni, riunitevi anche per
trattare, se vi sarà bisogno, dell'osservanza dell'Ordine e della
salvezza delle anime ed in questa occasione si correggano con carità
le mancanze e le colpe che eventualmente si fossero riscontrate in
qualche fratello.
[16]
Osservate il digiuno tutti i giorni, eccettuate le domeniche, dalla
festa dell'Esaltazione della santa Croce fino alla domenica di
Risurrezione, a meno che la malattia o la debolezza del corpo o
un'altra giusta causa, non consigli di rompere il digiuno, perché la
necessità non ha legge.
[17]
Astenetevi dal mangiar carne, almeno che non ne dobbiate prendere
come rimedio alla malattia o debolezza di costituzione. E siccome è
necessario che trovandovi in viaggio molto spesso dobbiate
mendicare, affinché non siate di peso a chi vi ospita, fuori delle
vostre dimore, potrete fare uso di vivande cotte con carne; sul
mare, poi, vi sarà lecito di cibarvi anche con carne.
[18]
Siccome, poi, la vita dell'uomo sulla terra è un combattimento, e
tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo debbono
sostenere delle lotte e inoltre siccome il vostro nemico, il
diavolo, vi gira attorno come un leone ruggente, cercando chi
divorare, attendete con ogni sollecitudine ad indossare le armi di
Dio, affinché abbiate ad essere vincitori contro le insidie
dell'avversario.
[19]
I fianchi debbono cingersi col cingolo della castità; il petto deve
fortificarsi con pensieri santi, perché sta scritto: il pensiero
santo ti renderà incolume. Bisogna indossare la corazza della
giustizia, in modo che abbiate ad amare il Signore Dio vostro con
tutto il cuore, e con tutta l'anima e con tutta la forza, e il
prossimo vostro come voi stessi. In tutte le cose deve impugnarsi lo
scudo della fede, per mezzo del quale possiate spegnere tutti i
dardi infuocati del maligno: difatti senza la fede è impossibile
piacere a Dio. Deve inoltre essere posto sul capo l'elmo della
salvezza, affinché attendiate la salvezza dall'unico Salvatore, il
quale libererà il suo popolo dai suoi peccati. Infine, la spada
dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella
vostra bocca e nei vostri cuori; e tutte le cose che dovete fare,
fatele nel nome del Signore.
[20]
Dovete fare qualche lavoro, affinché il diavolo vi trovi sempre
occupati e non abbia ad entrare nelle vostre anime attraverso il
vostro ozio. Avete in questo l'insegnamento ed insieme l'esempio del
beato Apostolo Paolo, per bocca del quale parlava Cristo, il quale
fu costituito e dato da Dio, come predicatore e dottore delle genti
nella fede e nella verità; seguendo lui non potrete sbagliare.
Abbiamo vissuto tra voi - egli dice - impegnati notte e giorno nella
fatica e nel lavoro per non essere di peso ad alcuno di voi; non che
non ne avessimo la facoltà, ma per dare in noi stessi a voi un
esempio da imitare. Infatti quando eravamo presso di voi, questo
precetto vi davamo, che se uno non vuol lavorare non deve neppur
mangiare. Ma sentiamo dire che alcuni tra voi si conducono
disordinatamente, non facendo nulla. Ora a sì fatti noi prescriviamo
ed esortiamo nel Signore Gesù Cristo che mangino il loro pane
lavorando in silenzio: questa via è santa e buona; camminate in
essa.
[21]
L'Apostolo raccomanda poi il silenzio, nel prescrivere di lavorare
silenziosamente, e come afferma il Profeta: il culto della giustizia
è il silenzio e inoltre: nel silenzio e nella speranza sarà la
vostra forza.
Stabiliamo pertanto che, dopo la recita di Compieta, osserviate il
silenzio fino alla recita di Prima del giorno seguente.
Nell'altro tempo, quantunque non si abbia l'osservanza scrupolosa
del silenzio, si eviti tuttavia di parlar troppo; poiché, come sta
scritto e come non meno insegna l'esperienza, nel parlare troppo non
potrà mancare la colpa, e chi parla sconsideratamente ne subirà le
cattive conseguenze. Inoltre, chi fa uso di molte parole danneggia
la propria anima. E il Signore nel Vangelo: di ogni parola inutile
uscita dal labbro degli uomini, essi renderanno conto nel giorno del
Giudizio. Ciascuno quindi pesi con la bilancia le sue parole e
faccia uso di freni severi per la sua bocca, per evitare di
sdrucciolare e di cadere in colpa mediante la lingua, e la sua
caduta divenga incurabile e conduca alla morte. Custodisca col
Profeta le sue vie, per non commettere colpe con la sua lingua e si
sforzi di osservare con diligenza e con attenzione il silenzio, in
cui è posto il culto della giustizia.
[22]
Tu, poi, o fratello B., e chiunque dopo di te verrà istituito
Priore, abbiate sempre nella mente ed osservate nelle opere quello
che il Signore dice nel Vangelo: chi tra voi vuole essere più grande
sarà vostro servo e chi vuole essere il primo sarà vostro schiavo.
[23]
E voi tutti, o fratelli, onorate umilmente il vostro Priore,
ravvisando in lui, più che lui stesso, Cristo il quale lo ha posto
alla vostra guida, ed ai capi delle Chiese dice: chi ascolta voi
ascolta me e chi disprezza voi disprezza me, affinché non abbiate a
rendere conto di non averlo onorato, ma abbiate a meritarvi, con
l'obbedienza, il premio della vita eterna.
[24]
Abbiamo scritto brevemente per voi queste cose, proponendovi il
metodo di vita secondo il quale dovete regolare la vostra condotta.
Se poi qualcuno avrà fatto di più, il Signore stesso lo rimunererà
al suo ritorno; tuttavia si faccia uso della discrezione, la quale è
la moderatrice delle virtù.