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Bibliografia

Maria
Maddalena porta il nome della nobile famiglia de' Pazzi di Firenze, che già
nel secolo XV aveva un grande influsso politico. Nata il 2 aprile 1566, fu
educata piamente, e fin dalla fanciullezza dimostrò senso profondo della
presenza di Dio, amore ardente all'Eucarestia e forte inclinazione per lo
spirito della penitenza. Su consiglio del suo confessore, fu ammessa alla
prima comunione all'età di 10 anni, contrariamente ai costumi dell'epoca. A
diciassette anni venne accettata dalle monache carmelitane di Santa Maria
degli Angeli di Firenze, sua città natale. Durante il noviziato una violenta
malattia durata due mesi la ridusse in fin di vita, tanto che le fu concesso
di anticipare la professione. Ma si riprese. Fu per tre anni sottomaestra,
sagrestana e per sei anni maestra delle novizie; ebbe anche la cura delle
giovani professe e nel 1604 fu eletta sottopriora. Indicibili sofferenze
fisiche e una dura prova spirituale misero alla prova la sua pazienza e fu
arricchita da Dio di grazie straordinarie. Morì il 25 maggio del 1607.
Beatificata nel 1626, venne canonizzata il 22 aprile 1669.
Ad un'intensa vita spirituale unì la coscienziosa osservanza dei voti
religiosi, e condusse una vita nascosta di preghiera ed abnegazione. Fu
presa dall' "ansiato desiderio" del rinnovamento della Chiesa: urgenza della
riforma ed anelito dell'espansione, offrendosi perchè i "cristi" (i
sacerdoti) fossero di nuovo luce del mondo e gli infedeli ritornassero nel
grembo della Chiesa. "Chiave di volta del suo edificio spirituale
(sviluppato però in modo non propriamente organico) è l'amore: creati da Dio
con amore e per amore, è per tale via che dobbiamo tornare a Lui; l'amore è
la misura del progresso nel ritorno dell'anima a Dio. La principale funzione
dell'amore è di unire l'anima a Dio. La vita spirituale come un circolo,
animato dall'amore, che in Dio ha il punto di partenza e di arrivo". Santa
Maria Maddalena de' Pazzi fu anche teneramente devota della Madonna e
contribuì notevolmente ad approfondire la devozione mariana carmelitana alla
"Vergine Purissima", affermando che la bellezza di Maria fu la sua purezza,
che la unì al Verbo nella divina maternità.
Le sue esperienze mistiche sono raccolte nei "manoscritti originali", come
sono chiamati gli appunti che le consorelle stendevano su quello che lei
faceva o diceva nelle sue estasi ed "eccessi di amore divino" e dei quali ne
facevano una certa "verifica" con la santa stessa. Cioè: i Quaranta Giorni,
i Colloqui, le Revelatione e intelligentie, la Probatione e la Rinnovatione
della Chiesa, insieme gli Avvisi e le Lettere.
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a cura di p. Nicola Sozzi
S. Maria
Maddalena di Firenze
Il
25 Maggio del 2007 il Carmelo celebra il quattrocentenario della nascita al
cielo di S. Maria Maddalena di Firenze, una mistica di prima grandezza
purtroppo oggi poco conosciuta e poco amata dalla stragrande maggioranza dei
cristiani. Santa Maria Maddalena di Firenze (1566-1607) è una delle sante
più importanti e interessanti della storia della cristianità. La sua
singolare esperienza di Dio, fiorita all’interno del carisma carmelitano, si
è spinta fino ai vertici più alti della mistica cattolica, portando frutti
di rinnovamento sia all’interno dell’antico ordine carmelitano, sia nella
comunità ecclesiale universale indicando delle linee programmatiche di
rinnovamento molto semplici e profonde. Purtroppo non è molto conosciuta ed
è poco amata.
Il problema mistico!
I motivi di questo oblio sono legati a
due Blak Aut. Sono due i “cortocircuiti” che ogni
vera esperienza mistica provoca all’interno dell’esperienza di
fede del cristiano ordinario. Il primo problema è legato
all’indurimento del cuore causato dal peccato per cui l’uomo
vede e sente male le cose di Dio e l’altro è legato alla cultura
e al modo storico di presentarne l’esperienza. Molto spesso
l’uomo è incapace di capire e di apprezzare la “vita anarchica”
dei carismi suscitati dallo Spirito Santo. Questa Vita infatti,
non lasciandosi irretire entro gli schemi mentali del comune
percepire la fede, disturba soprattutto i professoroni e gli
intelligentoni. C’è però anche un motivo storico, legato
all’espressione culturale di quel tempo (sec XVI-XVII) che media
l’esperienza mistica di Maddalena con una forma di
comunicazione, l’estasi, che oggi incontra o poco favore
o esagerato interesse.
Chi è il
mistico?
Cosa intendiamo dire quando diciamo esperienza mistica? Vivere
un’esperienza mistica significa semplicemente vivere il Battesimo. Con il
santo Battesimo la persona riceve il dono della inabitazione Trinitaria,
riceve l’energia delle tre virtù teologali (che sono
fede-speranza-carità), diventa figlio di Dio per cui la persona può
chiamare Dio con il nome familiare di Padre e riceve la grazia
santificante che introduce la persona in un processo di trasformazione.
Il cristiano è perciò realmente un mistico. Primo perché Dio lo abita,
secondo perché è un uomo spirituale che vive nella virtù, terzo perché è un
familiare di Dio, quarto perché diventa Dio per partecipazione. Ma allora
che differenza c’è tra una mistica come S. Maria Maddalena e noi poveri
comuni mortali?... Nessuna per quanto riguarda il dono che Dio concede a
tutti abbondantemente, ciò che cambia è la corrispondenza personale al dono
ricevuto da Dio e al modo con cui lo Spirito Santo vuole condurre l’anima in
questo mondo. Nello stato di vita ordinario però tutto ciò avviene in modo
nascosto.
Il Mistico
Caratterizzato!
Questo dono ordinariamente si vive senza poterlo percepire
camminando nella fede e nella pratica della carità. Tutti quelli che,
vivendo il Battesimo con fede viva e ardente carità, si aprono alla speranza
- pur avendo mille motivi per disperare - sono veramente mistici cristiani.
Tuttavia all’interno dell’esperienza cristiana può accadere che questa vita
trinitaria, spirituale, intima e trasformante, si fa sentire e si
esplicita in modo reale e palpitante. Avviene a questo livello un’esperienza
di amore e di conoscenza più profonda. La persona si sente introdotta nel
mistero di Dio in modo reale e drammatico. Il mistico vede l’immensità della
SS Trinità dentro il proprio nulla, tocca con mano i misteri di Gesù, vede
il suo Sangue scorrere, sente le sue parole, riceve particolari doni di
grazia e ne sente la trasformazione. Così la pienezza del dono che noi
riceviamo da Dio senza sentire e sperimentare un bel niente, S. Maria
Maddalena lo sente e lo sperimenta molto vivacemente, perciò: tutti siamo
mistici ordinari in forza del dono gratuito di Dio, ma non tutti siamo
mistici caratterizzati, cioè mistici la cui esperienza di conoscenza e
amore di Dio arriva al punto di esplicitarsi sensibilmente. Il Mistico
caratterizzato, in questa prospettiva, funge da specchio per ognuno di noi.
Guardando S. Maria Maddalena vediamo ciò che Dio opera in ciascuno di noi.
Vedendo loro gettiamo luce su noi stessi… per questo è bene conoscere i
mistici e per questo Dio li dona alla sua amata Chiesa.
Maddalena: veggente o mistica?
È
opportuno operare un altra distinzione per ben inquadrare l’esperienza
mistica di S. Maddalena visto che la sua caratteristica peculiare è proprio
l’estasi, cioè la visione. C’è una sottile differenza tra il veggente
e il mistico anche se entrambi sono favoriti da illustrazioni
soprannaturali. Il veggente rispetto al mistico si caratterizza per il
contenuto e per la modalità di ricezione della comunicazione
celeste.
Contenuto
Il
mistero di Dio si è autorivelato pienamente e definitivamente in
Cristo Gesù e perciò dal punto di vista teologico l’uomo non ha bisogno di
nessuna rivelazione perché Gesù ha detto tutto. Il contenuto della
rivelazione in sè considerato è sempre lo stesso ieri, oggi e sempre.
Tuttavia la condizione storico-culturale molto spesso la oscurano.
L’esperienza insegna
che molti cristiani appartenenti a varie epoche dimenticano e fraintendono
la rivelazione di Gesù custodita dalla Chiesa. Spesso accade che anche la
teologia spiega il mistero di Gesù in modo errato, secondo la moda del tempo
o il gusto del momento. A questi fatti soprattutto quando c’è il pericolo di
dimenticare la reale presenza del trascendente nei percorsi storici,
la S.S. Trinità con una Grazia di missione specialissima chiama qualche
persona per comunicargli un messaggio che è un particolare richiamo per un
delicato momento storico. Il contenuto può esser dato in modo oggettivo
(veggente) o comunicato in modo soggettivo (mistico).
Modalità del Veggente
Il veggente riceve
l’apparizione secondo diverse modalità, ma in tutte egli rimane chiaramente
distinto da essa. Il Veggente può essere un mistico, mentre il mistico può
non avere particolari rivelazioni. Il veggente distingue chiaramente se
stesso dalla persona che gli si rivela. Ha coscienza di essere davanti a un
fatto oggettivo. Lucia, Francesco e Giacinta percepiscono l’apparizione
della Madonna santissima in modo diverso, ma oggettivo. Lucia parla con,
vede e sente la Madonna; Giacinta vede e sente solamente;
Francesco vede e basta. Il contenuto poi si svela al veggente
lentamente e secondo un numero definito di apparizioni che sono
cronologicamente regolari e legate ad uno spazio ben preciso. Viene
solitamente richiesta la costruzione di un santuario nel luogo
dell’apparizione per la celebrazione del culto nei tempi definititi a
partire momenti in cui avvenivano le apparizioni. Solitamente vengono
consegnati dei segreti i cui messaggi superano di gran lunga la storia
personale del veggente.
Modalità del Mistico
Il
Mistico può ricevere le comunicazioni celesti in molti modi, ma sono tutte
focalizzate sulla grazia di missione personale e specifica del ricevente.
Sono date per essere luce e conforto di molti e sono ricevute più
intimamente. Molte di esse riguardano il mistico stesso, lo toccano
nell’essere, lo trasformano nel profondo, lo affinano per essere strumento
adatto per i fratelli e per essere preparato a contenere l’eccesso di amore
che si sperimenta nella grazia di unione trasformante. Il fenomeno
mistico, nel suo genere, è talmente vasto che è difficilissimo classificare
in modo ultimativo. In grandi linee si può affermare che ci sono vari
categorie di mistici:
Abbiamo il Mistico, che ha un’ esperienza di Dio unita ad una eccezionale
capacità di comprensione e di espressione letteraria. A questa categoria
appartengono mistici scrittori come S. Giovanni della Croce e S. Teresa di
Avila. Questi si possono definire mistici soggettivi perché al loro
peculiare esperienza di Dio viene assimilata e successivamente scritta in
poesia, prosa o sottoforma di autobiografia.
G
Abbiamo poi il Mistico che ha un’esperienza di Dio unita a capacità di
comprensione, ma che non lascia scritti di proprio pugno. Questi mistici
sono quelli che parlano o dettano a caldo secondo quanto ricordano. Essi non
ripensano l’esperienza ma la ripropongono così cometa percepiscono, in modo
reale e oggettivo; perciò, ciò che si legge nei loro scritti è duro,
difficile e arduo. Il loro linguaggio è molto iperbolico, paradossale e
simbolico. S. Maria Maddalena appartiene a questa categoria e la possiamo
definire una mistica oggettiva; una mistica cioè che rifrange come in
uno specchio ciò che Dio le comunica all’interno.
G
Ci sono inoltre i mistici, e sono i più, spesso gente semplice e
illetterata, che hanno esperienza di Dio, grandi ascensioni, senza sapere
però che cosa stanno vivendo. Questi santi considerano – molto giustamente –
ordinario tutto quando di straordinario attraversa la loro vita semplice e
pura.
Per
riepilogare. S. Maria Maddalena non è una mistica che rielabora il mistero
della sua esperienza con calma, distanziandola nel tempo, lasciandola
sedimentare. Maddalena rifrange il mistero a caldo come fosse un prisma
attraversato da un raggio. Il raggio è Dio stesso, la sua gloria e il suo
amore, che attraversa Maddalena mentre tutto il suo corpo: i movimenti,
l’espressione del volto, i gesti, le agitazioni, il tono della voce sono
come la scomposizione cromatica di quel l’unico raggio ricevuto. Il
messaggio di Maddalena è perciò talvolta difficile da capire proprio perché
l’esperienza si deve ricostruire a partire da tutti i sintomi e i fenomeni:
sentimenti, pensieri, movimenti, azioni, scritti, ricordi, annotazioni,
ecc.
Anche se
difficile da penetrare quello di Maddalena è un messaggio cristallino perché
tra Messaggero (Dio, Padre, Figlio, Spirito Santo) e messaggio
(contenuto mediato dall’estasi) non si oppone alcunchè (ecco il nihilo
maddaleniano, o l’amor morto relassativo). Tra messaggero e messaggio c’è
la santa con la sua purità fatta linguaggio. Per far rilucere quel
messaggio in modo cristallino Maddalena deve lasciare che la Gloria e
l’Amore di Dio prorompano nella sua persona senza impedimenti.
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