STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"

"Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"

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San Giovanni della Croce

 

Giovanni di Yepes nacque in Fontiveros (Avila) nel 1540 circa Dobbiamo i ricordi dei primi anni di Giovanni al fratello maggiore, Francesco: “dato le difficoltà incontrate in Fontiveros, la madre vedova, andò con i suoi figli a Medina del Campo”. Furono anni di povertà estrema, “il pellegrinaggio della fame”. In Medina del Campo servì i malati dell’Ospedali dei Gesuiti e studiò Scienze Umanistiche. Nel 1563 entra nel noviziato dei Carmelitani. Nel 1564 si trasferisce a Salamanca, dove risiede nel colleggio di Sant’Andrea e studia all’Università. In quel periodo avvengono due visite celebri: a) la vista del padre generale Giovanni battista Rossi, nel febbraio del 1567; b) nei mesi di settembre-ottobre dello stesso anno si incontra con Santa Teresa di Gesù.

Giovanni di San Mattia, insoddisfatto ed i crisi viene attirato da Teresa nei progetti di rinnovamento dell’Ordine in modo che “non si tardasse troppo” (F 3,17). Prosegue il suo itinerario fino a Duruelo, fermandosi in una casa di campagna adattata a convento. Da ora in poi Giovanni di san Mattia sarà conosciuto come Giovanni della Croce e sarà nominato maestro dei novizi e degli studenti. Continuerà il suo viaggio fino ad Avila, eletto come confessore del monastero dell’Incarnazione in Avila dove furono 250 monache e la priora era Teresa di Gesù.

Nel 1577 fu condotto, accusato di ribellione, a Toledo. Essendo la persona più pacifica e meno colpevole in quella rivolta storica, e a causa di un conflitto di giurisdizione, fu incarcerato. Uscito dalla prigione di Toledo si diresse verso Andalusia. È un confessore e direttore spirituale delle monache di Beas di Segua (Jaèn). Ancora gli rimane tempo per fare lunghi viaggi a Baeza, Granata, Cordova, Siviglia, Malaga, Madrid e Lisboa. Finalmente arriva a Segovia nel 1558. è la tappa della maggiore maturità psicologica e spirituale di san Giovanni della Croce. I suoi ultimi giorni a Madrid, la Penuela e Ubeda furono drammatici a causa di calunnie dette contro di lui.

Oltre alla sua opera poetica (dieci romanze, cinque poemi, cinque letterine) e alcuni scritti brevi (cautele, avvisi, Detti di luce e amore) scrisse quattro grandi opere: La Salita al Monte Carmelo (in tre libri che non ha concluso), Notte Oscura (ugualmente non conclusa). Entrambe formano una unità tematica e possono essere considerate una sola opera. Cantico Spirituale e Fiamma di amor viva. Completa il suo magistero con l'Epistolario (34 pezzi contando i frammenti).

Morì in Ubeda il 14 dicembre 1591.