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STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"
"Ordine
dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"
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La riforma Teresiana o degli Scalzi
All’interno di
tutti gli Ordini mendicanti si coglie, fin quasi dal loro inizio, un
movimento detto “conventualismo”. Esso consisteva in un sistema
particolare di vita nei conventi, di solito situati al centro delle
città, caratterizzato da una interpretazione meno rigida della
Regola e degli ideali del fondatore, e ciò col consenso della
Gerarchia e come risposta ad esigenze concrete di apostolato a
servizio della Chiesa e della società. Quando però il conventualismo
perde tali qualità, ecco sorgere abusi, specialmente nel campo della
pratica dei voti (povertà) e si diffondono privilegi soprattutto per
l’esenzione dall’autorità, da leggi, e non per una pluriformità di
vita.
Contro questo
sorgere di abusi e conseguenti situazioni di stagno, si avverte la
necessità di una riforma che si esprime nella vita comune, nella
pratica della povertà e nel combattere le esenzioni dall’obbedienza
religiosa. Abbiamo così all’interno dell’Ordine alcuni tentativi di
riforma come: la riforma mantovana nel 1423, la riforma di Albi
Francia) nel 1499, la riforma sorethiana 1451-1471 che è l’azione di
riforma da parte del priore generale Giovanni Soreth, la riforma di
altri vari priori generali, la riforma Teresiana o degli Scalzi,
ecc.
In questo
contesto di rinnovamento o riforma nasce in Spagna la riforma
promossa da Teresa di Gesù. Essa si inserisce come fenomeno
religioso di rilettura delle origini nel quadro più ampio della
problematica della riforma della vita religiosa e quell’epoca. Santa
Teresa inizia la riforma tra le donne con la fondazione del
monastero di S. Giuseppe di Avila nel 1562, e tra gli uomini col
primo convento di Duruelo nel 1568. un grande aiuto ella lo ebbe da
allora generale Rossi che capì lo spirito informativo di questo
nuovo corso e ne giubilò. Egli, nell’aprile del 1567 si incontra con
S. Teresa in Avila e la esorta a fondare tanti monasteri femminili
“quanti capelli aveva in testa”.
Sopravvenne un
serio “conflitto di giurisdizione”, specialmente a causa del
visitatore apostolico Francesco Vargas, domenicano, che volle case
di Scalzi in Andalusia, e del nunzio Nicola Ormmaneto. Il conflitto
ebbe fasi drammatiche, in particola dopo che il capitolo generale di
Piacenza del 1575, con autorità apostolica, impose di chiudere i
conventi andalusi, e il nunzio Ormaneto aiutò che si oppose a tale
decisione. La cosa finì allorché gli Scalzi ottenero la provincia
separata (1580-1581). Il generale Rossi era già morto e gli era
succeduto Giovanni Battista Caffarrdo (!578-1592) che mantenne buone
relazioni con loro. Nel capitolo generale di Cremona del 1593 (ove
fu eletto generale Giovanni Stefano Chizzola), gli Scalzi chiesero e
ottennero la separazione giuridica dal vecchio tronco. Loro si
dettero Costituzioni proprie, ebbero una propria forma di governo e
abbandonarono anche il rito proprio dell’Ordine per prendere il rito
romano.
Nel corso dei
secoli XVII e XVIII le attività principali svolte dagli Scalzi sono
specialmente la guida spirituale, il servizio dei fedeli nelle
proprie chiese e forme intese a diffondere la pietà mariana.
La riforma
Teresiana si divide in due parti per motivi politici e a quella
derivanti dalle relazioni tra Santa Sede e il re di Spagna.
Nell’anno 1600 papa Clemente VIII riunì i conventi teresiani sorti
in Italia in una Congregazione indipendente (la Congregazione di
Sant’Elia o d0Italia). In questo modo il Carmelo teresiano veniva ad
essere costituito da due congregazioni distinte e autonome,
praticamente quasi due Ordini religiosi diversi, con rispettivo
superiore generale (detto preposito generale) e proprie
Costituzioni. Questi due sono: La Congregazione italiana di S. Elia
e la Congregazione spagnola di S. Giuseppe. Queste due congregazioni
vengono unificate con decreto di Pio IX in un solo Ordine nel 1875.
Come gli altri
Ordini religiosi anche gli Scalzi hanno sofferto la soppressione. La
ripresa inizia con la restaurazione dell’Ordine che portò ad un
aumento dei religiosi della Congregazione d’Italia prima
dell’unificazione del 1875.
La promettente ripresa dell’attività
missionaria “ad gentes” portò ad una rapida fioritura con diffusione
in vari paesi dell’America Latina, Africa e Asia. I mutamenti rapidi
e profondi verificatisi nell’Est Europeo hanno permesso la loro
larga espansione in quei paesi.