STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"

"Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"

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Omelia fatta dal p. Alberto ai chierici durante la celebrazione della Santa Messa.

Martedì 23 novembre 2004

 "Comunione fraterna al Carmelo"

 

           Il mese di novembre dalla tradizione cristiana è consacrato alla memoria dei defunti in genere; in particolare di quelli della famiglia dei propri natali, e della propria famiglia religiosa che ciascuno di noi ha scelto, guidato dallo Spirito Santo.

Il più grande dono elargitoci dal Signore dopo il battesimo, è la vocazione o chiamata alla vita consacrata, di cui la professione religiosa, particolarmente quella solenne, è considerato rinnovato battesimo. A questi doni Dio spesso aggiunge liberamente la grazia inestimabile del Sacerdozio.

“Sacerdos alter Christus” (il Sacerdote è un altro Cristo) perché agisce nella persona di Cristo nel dispensare grazia, e infiniti favori per la crescita nello spirito. Nel Carmelo, famiglia di Maria, tutti siamo oggetto di amore materno sin dalla prima chiamata e ne godiamo per tutta la vita tangibile protezione. Ad una certa età viene maggiormente spontaneo ripetere con Santa Teresa di Gesù le parole del Salmo: “Canterò in eterno le misericordie del Signore”. Nessuna famiglia umana gode come noi religiosi, tante benefici spirituali e anche materiali (riflettiamo un po’ insieme anche su questi ultimi e con sincerità!).

L’esperienza pastorale ci fa conoscere, particolarmente ai nostri giorni l’affievolimento della fede e per opposto le aumentate ristrettezze materiali in gran parte delle famiglie. Al confronto dobbiamo ringraziare Dio e Maria nostra Madre. È un’eco della promessa del Signore: che riceveremo in terra al confronto di quanto abbiamo rinunziato, il centuplo, e nel futuro la vita eterna.

La comunione fraterna ci rende consapevoli che fratelli e sorelle nel Carmelo siamo partecipi delle preghiere e del buon esempio scambievoli, che non debbono mai mancare, e che riflettendo possiamo costatare operanti, nel nostro intimo, al di là delle debolezze umane. Ai nostri religiosi e religiose, particolarmente alle claustrali che hanno già raggiunto nei cieli l’amplesso con Cristo e con Maria, affidiamo le nostre preoccupazioni per il futuro. Come in virtù delle loro preghiere noi siamo approdati al Carmelo per vie provvidenziali se non misteriose; così con la loro intercessione imploriamo future vocazioni di fratelli, sorelle e claustrali in questo triste periodo della storia umana. E in questo dobbiamo essere fiduciosi, non per i nostri meriti, ma per il loro interessamento, che il Signore misericordiosamente esaudirà.

Non deve certo mancare la nostra cooperazione. Abbiamo mai riflettuto che le claustrali con la loro vita esemplare e con la loro preghiera ottengono dal Signore vocazioni numerose ed elette?

La storia e la spiritualità dell’Ordine che cerchiamo di approfondire con specifici corsi di studio ci debbono far apprezzare maggiormente la chiamata al Carmelo che dobbiamo vivere con maggior consapevolezza.

Superfluo presentare l’elenco dei nostri santi e beati da noi onorati nella nostra liturgia.

Una preghiera di inizio del Quattrocento ricorda che il Signore ha operato miracoli per l’esistenza dell’Ordine in periodi burrascosi. Ritorniamo al richiamo incessante della Chiesa per la conversione del cuore, senza spaventarci del futuro. Leggete nel Breviario, se ritenete opportuno, la lettura storica della memoria di S. Geltrude allo scorso 16 novembre. Se l’avete già letta, cosa ha detto nel vostro intimo? La santa non è carmelitana, come ben conoscete.

Oltre l’esempio dei nostri santi e beati onorati con culto pubblico, saranno di incitamento le anime elette non ancora elevate agli onori dell’altare: come i venerabili Angelo Paoli, Giovanni di San Sansone, Michele di Sant’Agostino, il chierico studente Arnoldo di San Carlo.

Gli studi di filosofia e maggiormente quelli di teologia approfondiranno  il significato del dono gratuito della vocazione già presentato dal Maestro nel Noviziato e nello Studentato. Ciascuno abbiamo qualche modello di santità che ci affascina e di cui meditiamo gli scritti e cerchiamo di imitare gli esempi. Un segreto di intimità spirituale, nascosto agli sguardi, ma non alla riflessione dei confratelli!

 

Sia lodato Gesù Cristo!

P. Alberto Maria Martino