STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"

"Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"

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"La spiritualità ortodossa e quella cattolica sono come due polmoni"

 

Articolo scritto da L. Huiban

Publicato nel giornale "Svegliati-Aggiornati – Bacau" (Romania) nell'edizione di  sabato-domenica 23-24 luglio 2005.

 

 

Una strada serpeggiante nasconde e rivela un po’ alla volta il giardino di Maria, a Lucani, centro carmelitano di spiritualità, così come desiderano chiamarlo i padri del posto, però giuridicamente il complesso si chiama: “Associazione dell’Ordine dei carmelitani”.

Nascosto in mezzo al verde, il complesso mostra come valore ornamentale una vecchia carrozza, e poi appare la chiesa della Madonna, bianca, alta, imponente. Al fianco due costruzioni bianche ornate con molti fiori, la residenza per i frati e aspiranti frati del luogo, l’altra costruzione è per l’ospitalità dei pellegrini.

Sul retro della Chiesa esiste il laboratorio di creazioni “Anton Ciobanu” e nella cripta un’esposizione di pittura e ceramica. La missione dei frati carmelitani di Lucani è di incentivare e favorire attività culturali e sociali. Parola rappresentativa per tutti di cosa succede sul posto è “Comunione”.

            Per la ricorrenza di Sant’Elia, il monastero carmelitano ha festeggiato il patrono della chiesa.

 

Monastero dei carmelitani, “un luogo di raccoglimento”

 

            La storia dell’associazione dell’ordine dei carmelitani di Bacau comincia nel 1992, quando i due sacerdoti don Petru Mares e don Stefan Erdes hanno invitato due sacerdoti italiani per una visita dei festeggiamenti a Bacau. In quella occasione si propose l’idea che a Lucani si costruisca un complesso culturale e religioso. “Io mi sono innamorato immediatamente di questo posto, una natura incantevole – testimonia p. Tiberio Scorrano, priore del monastero -. La bellezza è una strada verso il Signore, questo è un angolo del paradiso. Carmelo, in ebraico si traduce “giardino”. Qua nel giardino della Madonna, nel 1998 ha cominciato la costruzione della Chiesa, inaugurata il 3 agosto 2002. Da quella data, ogni domenica alle ore 10,30 cattolici e ortodossi di tutta Bacau partecipano alla Santa Messa.

       “Tutto qua è simbolico”, dice p. Tiberio, accompagnandoci in Chiesa. Le vetrate (mosaici) delle finestre rappresentato sei santi Patroni d’Europa. Quelli alla sinistra sono venerati in Occidente, quelli dalla destra rappresentano la fede dei paesi d’Oriente. La nostra Chiesa richiama un connubio tra “l’alba e tramonto, ortodossia e cattolicesimo”.

Continua p. Tiberio “…sono convinto che la spiritualità cattolica e ortodossa sono come due polmoni, per essere completi devono respirare assieme in armonia. Sono venuto da questi parti per capire meglio la spiritualità che nasce”.

            L’associazione dell’Ordine dei Carmelitani svolge attività religiose, culturali e sociali di solidarietà. Qui giungono pellegrini, persone giovani e adulte, di differenti religioni, che desiderano consolidare una formazione religiosa e culturale, possono venire per corsi di studio, approfondire la conoscenza delle Sacre Scritture, rinnovare la spiritualità, spiega affabilmente p. Tiberio.

Qua possono anche passare il tempo per rinvigorire le loro vite. Gli aiutiamo in questo cammino di approfondimento personale. Questo è un centro di spiritualità cattolica aperto al dialogo con tutti gli uomini, impegnato a ritrovare l’unità tra tutti, comunione con gli uomini.

 

L’apprendista di Anton Ciobanu diventa frate carmelitano

 

            Nel retro della Chiesa del monastero si trova il laboratorio artistico di creazioni “Anton Ciobanu”, artista ceramico di Bacau che se n’è andato di tra noi l’anno scorso, con la tristezza che non è stato ricevuto tra gli artisti professionisti di Bacau. È venuto nel 2002 al monastero dei carmelitani e ha proposto ai padri di formare un laboratorio dove possa insegnare ai giovani l’arte di lavorare la ceramica. “Era un’idea bellissima, perché con un laboratorio del genere si ricreava il clima nel monastero dei tempi passati” spiega p. Tiberio. “Tramite l’arte si aggiunge al Signore…, il Signore plasma uomini che sono aperti per divenire più buoni, esattamente come l’artigiano plasma la creta. Ho dedicato il nome del laboratorio a Anton Ciobanu per mantenere viva la memoria di quest’uomo che è stato così buono con noi”.

Decine di vasi di terracotta, di tutte le forme, utilità, colori, fanno bella la mostra di se davanti al laboratorio. Sono state create dal apprendista di Anton Ciobanu.

Come si racconta, tre anni fa, monsignor Mares è venuto in visita con un distinto anziano con bella barba, rimpatriato dopo dieci anni da Philadelphia, il quale ricorda Marcel Gherca (apprendista dell’apprendista e futuro frate carmelitano) “il maestro diceva poco però faceva molto. Si lavora tanto l’anima quanto l’argilla, mi consigliava come trattare la terra”.

            Nel laboratorio di creazione “Anton Ciobanu”, del monastero carmelitano, i giovani possono venire e lavorare per il tempo necessario per la loro ricreazione fisico-culturale.

 

I (nostri cari) detenuti hanno esposto dei quadri nella cripta della Chiesa

 

            La vita ecclesiastica nel centro di spiritualità carmelitana è fervente di un’intensa attività culturale. Annualmente 15 allievi del palazzo dei giovani con età compresa tra 7 e 14 anni trascoroono qui una settimana e pitturano, coordinati da Calin Veronica e Daniela Gaftea. Quest’anno i professori hanno scelto un tema religiosa.

            Nella cripta del sottosuolo della Chiesa i pellegrini che visitano il monastero possono ammirare le icone e i quadri pitturate dai bambini e dagli adolescenti. Nell’esposizione situata a fianco dei lavori degli allievi sono esposte attualmente anche dei quadri con altri temi differenti da quelli religiosi, i quadri pitturati da Geta Mihaila della scuola popolare di arte e anche dei quadri dipinti dai detenuti Victor Marian Marcu e Nicolae Tigaret. Ci siamo proposti di aiutare la società che oltrepassi i pregiudizi verso i detenuti. Hanno sbagliato però vogliono iniziare una nuova vita. se gli osserviamo con anima aperta loro possono ricrearsi una vita nuova tramite l’arte.

Quanto sono belli questi lavori di creazione!

Se non l’avremo rivelato che sono state realizzate dai detenuti non l’avreste immaginato. Loro sono qua con altri creatori, è una comunione un po’ simbolica. Una comunione tra quelli hanno sbagliato e quelli che vivono la loro vita di ogni giorno. Non bisogna abbandonare nessuno.

L’esposizione include 289 lavori di pittura su tela, su legno, realizzate dagli allievi del palazzo dei bambini della Scuola popolare d’arte e dei due giovani detenuti.

 

L. Huiban

Traduzione in italiano di Argentini Enrico