STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"

"Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"

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SONO LA SUA DIMORA PER ESSERE MISSIONARIA NEL MONDO

 

Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per Sua dimora: <<Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò perché l’ho desiderato>>” (Sal132,13-14).

Il Signore sceglie la Sua dimora sulla terra, così Egli venendo possa trovare riposo in un cuore accogliente ed aperto ad essere amato e ad amare. Infatti, chi ama veramente sa cosa significa essere amato e quindi si lascia amare. Apre il suo cuore all’amore e così di conseguenza diventa egli stesso amore.  Solo chi ama è disposto a fare tutto ciò che piace alla persona amata. Lo stesso Gesù ci dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv14,23). Quale grande ricompensa abbiamo! E questo non è un grande mistero? Dio Altissimo e Infinito viene a porre la Sua dimora in una creatura finita, facendo diventare la sua anima un piccolo paradiso.

 La beata Elisabetta della Trinità, monaca carmelitana,  che ha vissuto come dimora della SS.ma Trinità, scrive: “A poco a poco l’anima si abitua a vivere nella dolce compagnia dell’Ospite divino, comprende di essere un piccolo cielo in cui il Dio d’Amore ha stabilitola sua dimora” (Lettera n. 217) ed ancora: “Mi sembra di aver trovato li mio cielo sulla terra perché il cielo è Dio e Dio è nella mia anima” (Lettera n. 107). L’anima così trasformata in Dio, non può più vivere come prima, perché adesso è Dio Stesso ad operare attraverso di lei, ora  testimonia l’amore di cui è abitata. Nella misura in cui ella ama lascia trasparire questo amore. Dunque questo dimorare di Dio in lei è a beneficio di tutti, non solo dell’anima che ha ricevuto un tale dono. È facile così vedere visibilmente l’amore nelle anime che si dedicano all’apostolato, alle opere caritative nella società.     Ma come è possibile vedere questo amore in una monaca di clausura? Come è possibile vedere la sua missionarietà se non svolge alcun servizio visibile agli occhi della società? Per spiegare questo prendo ad esempio una immagine che Gesù ha usato: la vite e il vignaiolo. La vite è Gesù Cristo, il vignaiolo è il Padre, noi siamo i tralci. Ma come si nutre la vite? Della linfa vitale, che è invisibile agli occhi umani e che potrebbe essere lo Spirito Santo, quell’Amore che alimenta l’intera Chiesa, anche se non si vede. E non per questo è meno importante, anzi è VITALE!

Ecco, le monache di clausura sono proprio come la linfa vitale, danno al mondo l’alimento spirituale, necessario per vivere. Non si vedono, sono nascoste, ma con la loro vita intessuta di preghiera e di sacrificio, di dono totale di sé, ogni giorno, ogni istante alimentano l’intero corpo di Cristo. Le monache contemplative sono il cuore che pulsa. Il cuore non si vede esternamente, ma dà vita a tutto il corpo. Sono vitali, perché fanno fluire in tutta la Chiesa l’amore che nutrono per il Signore e per i fratelli nel silenzio, nel nascondimento. Senza l’amore il mondo, o meglio l’uomo, non può vivere. È l’amore che colora la vita dell’uomo, le dà un senso e la rende gioiosa e solare. Dunque le monache contemplative donano a ciascuno quell’alimento vitale, necessario per operare nel mondo secondo il disegno del Padre. Come le radici di un albero, che sono nascoste ai nostri occhi, ma che sostengono l’intero fusto e fanno arrivare l’alimento fino all’ultimo ramo in alto, le monache contemplative, stando cuore a cuore con Dio, a contatto continuo con Lui, vivendo in Lui e con Lui, sono il sostegno di tutta la Chiesa, sono lo stesso Cuore di Cristo! Rappresentano il Suo Amore Puro e Infinito, perché sono ormai conformate allo Sposo, che è Amore.

Nel Vangelo troviamo che Gesù prima di fare qualcosa di importante, come la scelta degli apostoli, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la Sua stessa passione e morte, si ritira in un luogo appartato, deserto, per stare in unione con il Padre e per prepararsi al passo importante da compiere. Noi contemplative rappresentiamo Gesù nel luogo solitario per donare sostegno e coraggio a tanti fratelli e sorelle che nel mondo operano il bene tra mille difficoltà.

Dopo tutto questo posso dire che sono la Sua dimora per essere missionaria nel mondo, perché essendo abitata dalla Divina Trinità, posso comunicare il Suo Amore  con la mia stessa vita, tutta orientata a Lui e a Lui donata. Comunicando questo Amore di conseguenza sono missionaria, perché la Chiesa si alimenta dell’amore che sgorga da un cuore che ama in modo puro lo Sposo Divino e che si dona incondizionatamente all’Amore per eccellenza. 

 

Sr Maria Elisabetta della Trinità

Monastero delle Carmelitane

Piazza San Giuseppe, 10

84084 Fisciano (SA)

carmelitanefisciano@virgilio.it