LO SPIRITO SANTO
“Egli
è sorgente di santificazione e luce intelligibile. Offre ad ogni
creatura se stesso e con se stesso luce e aiuto per la ricerca
della verità” (San Basilio Magno).
Per l’uomo naturale, lo Spirito è
incomprensibile; per l’uomo spirituale Egli è la luce della
rivelazione: Egli, infatti, ci dirà Gesù, “ci guiderà alla verità
tutta intera”.
Ma cosa significa questo? Forse Gesù non ci
ha rivelato tutta la verità? Lo Spirito dovrà svelarci
qualcos’altro?
No! Tutta la verità è stata detta in Gesù,
tutta la verità è Gesù. Lo Spirito ci è dato perché la Verità sia
intera in noi, perché si incarni in noi: questa è l’interezza
della Verità. La Verità è già rivelata interamente in Gesù.
“Dandoci il Figlio suo, che è la sua Parola,
in essa il Padre ci ha detto tutto e non ha più niente da
manifestare” (San Giovanni della Croce)., ma ora deve raggiungere
la sua interezza, la sua pienezza in me. Questo è il compito dello
Spirito Santo.
Suo compito è anche quello di fare memoria
della realtà storica di Gesù. Lo Spirito dona al credente la
capacità di vivere in conformità con l’atteggiamento di Gesù, il
quale ha accettato la fragilità della vita e della morte. Lo
Spirito rende capaci di accettare l’annuncio della Croce, in cui
si rivela la sapienza di Dio.
Infatti, “noi sappiamo che tutta la
creazione geme e soffre nelle doglie del parto; ma noi che
possediamo le primizie dello Spirito, crediamo che siamo stati
salvati e attendiamo la gloria futura che si rivelerà in noi”
(Rm8,18. 22-24). È stata riversata nei nostri cuori la caparra
dello Spirito, per cui, anche se continuiamo a soffrire, lo
Spirito stesso ce ne dà la forza, sapendo che “partecipiamo alla
sofferenze di Cristo, per partecipare anche alla sua gloria”
(Rm8,17). Lo Spirito Santo trasforma la nostra sofferenza, la
nostra debolezza in “sorgente di acqua che zampilla verso la vita
eterna” (Gv4,14).
Lo Spirito Santo è il dono promesso da Gesù
nel momento in cui, nella potenza dello Spirito Santo, stava per
compiere l’atto supremo di dare la sua vita per noi: “Io pregherò
il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore, affinché sia sempre
con voi” (Gv14,16). Un altro Consolatore…! Colui che è chiamato
vicino…!
Il primo, infatti, è Gesù stesso, il quale
ci riempie di ogni consolazione.
Questo divino Spirito è sorgente ineffabile
di preghiera. È Lui la preghiera stessa che, “con gemiti
inesprimibili, prega in noi e per noi secondo i disegni divini” (cfr
Rm8,26).
È lo Spirito del suo Figlio che ci fa
riconoscere figli che gridano al Padre: “Abbà” (Gal14,6). Senza di
Lui non è possibile, infatti, riconoscerci figli di Dio; non è
possibile conoscere Dio.
È il Risorto a portarci questo dono, per non
lasciarci orfani. L’uomo diventa, così, dimora dello Spirito
Santo, tempio vivente di Dio. Per questo, sant’Ireneo poteva
esclamare: “Gloria di Dio è l’uomo vivente”, vivificato dal suo
Spirito.
Grazie a Lui l’uomo scopre la dimensione
divina della propria vita: “da Lui l’unione costante e la
somiglianza con Dio e, cosa più sublime d’ogni altra, da Lui la
possibilità di divenire Dio” San Basilio Magno).
Lo Spirito Santo è il termine della missione
di Cristo. Tutta l’opera salvifica culmina nel suo dono. Vi è
infatti un intimo legame tra Gesù e lo Spirito Santo: “quando il
Padre invia il suo Verbo invia sempre il suo Soffio: missione
congiunta in cui il Figlio e lo Spirito Santo sono distinti ma
inseparabili” (CCC689).
La rivelazione di Dio, la sua
auto-comunicazione, compiutasi in Cristo, continua a manifestarsi
mediante lo Spirito Santo. Egli è l’Amore del Padre e del Figlio;
manifesta il Padre e il Figlio come comunione, come l’essere- per-
l’altro; infatti, il Padre, il Figlio, lo Spirito vivono l’uno
rivolto verso l’altro. Questo vivere l’uno per l’altro ci viene
rivelato dallo Spirito Santo. “Interroga il tuo cuore e se vi
trovi la carità verso il fratello, hai lo Spirito Santo” (Sant’Agostino);
“battezzati, poi, in un solo Spirito, noi formiamo un solo corpo”
(1Cor12,13). Si realizza, così, la discesa dello Spirito Santo,
l’unione dei credenti; quell’unione che, con tanta insistenza,
Gesù aveva chiesto al Padre prima della sua morte: “tutti siano
una sola cosa… Io in loro e tu in me, perché siano perfetti
nell’unità” (Gv17,21ss).
Donaci, Signore, il tuo Santo Spirito,
perché ci renda perfetti nell’unità, affinché il mondo sappia che
Tu ci hai amati prima della creazione del mondo. Che tutti
sappiano che Tu sei la Sorgente dell’Amore con il quale ci amiamo.
Suor Maria Teresa di Gesù Bambino
Monastero Delle Carmelitane
Piazza San Giuseppe, 10
84082 Fisciano (SA)