STUDENTATO CARMELITANO - Istituto "San Pier Tommaso"

"Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo"

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LO SPIRITO SANTO

 

“Egli è sorgente di santificazione e luce intelligibile. Offre ad ogni creatura se stesso e con se stesso luce e aiuto per la ricerca della verità” (San Basilio Magno).

Per l’uomo naturale, lo Spirito è incomprensibile; per l’uomo spirituale Egli è la luce della rivelazione: Egli, infatti, ci dirà Gesù, “ci guiderà alla verità tutta intera”.

Ma cosa significa questo? Forse Gesù non ci ha rivelato tutta la verità? Lo Spirito dovrà svelarci qualcos’altro?

No! Tutta la verità è stata detta in Gesù, tutta la verità è Gesù. Lo Spirito ci è dato perché la Verità sia intera in noi, perché si incarni in noi: questa è l’interezza della Verità. La Verità è già rivelata interamente in Gesù.

“Dandoci il Figlio suo, che è la sua Parola, in essa il Padre ci ha detto tutto e non ha più niente da manifestare” (San Giovanni della Croce)., ma ora deve raggiungere la sua interezza, la sua pienezza in me. Questo è il compito dello Spirito Santo.

Suo compito è anche quello di fare memoria della realtà storica di Gesù. Lo Spirito dona al credente la capacità di vivere in conformità con l’atteggiamento di Gesù, il quale ha accettato la fragilità della vita e della morte. Lo Spirito rende capaci di accettare l’annuncio della Croce, in cui si rivela la sapienza di Dio.

Infatti, “noi sappiamo che tutta la creazione geme e soffre nelle doglie del parto; ma noi che possediamo le primizie dello Spirito, crediamo che siamo stati salvati e attendiamo la gloria futura che si rivelerà in noi” (Rm8,18. 22-24). È stata riversata nei nostri cuori la caparra dello Spirito, per cui, anche se continuiamo a soffrire, lo Spirito stesso ce ne dà la forza, sapendo che “partecipiamo alla sofferenze di Cristo, per partecipare anche alla sua gloria” (Rm8,17). Lo Spirito Santo trasforma la nostra sofferenza, la nostra debolezza in “sorgente di acqua che zampilla verso la vita eterna” (Gv4,14).

Lo Spirito Santo è il dono promesso da Gesù nel momento in cui, nella potenza dello Spirito Santo, stava per compiere l’atto supremo di dare la sua vita per noi: “Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore, affinché sia sempre con voi” (Gv14,16). Un altro Consolatore…! Colui che è chiamato vicino…!

Il primo, infatti, è Gesù stesso, il quale ci riempie di ogni consolazione.

Questo divino Spirito è sorgente ineffabile di preghiera. È Lui la preghiera stessa che, “con gemiti inesprimibili, prega in noi e per noi secondo i disegni divini” (cfr Rm8,26).

È lo Spirito del suo Figlio che ci fa riconoscere figli che gridano al Padre: “Abbà” (Gal14,6). Senza di Lui non è possibile, infatti, riconoscerci figli di Dio; non è possibile conoscere Dio.

È il Risorto a portarci questo dono, per non lasciarci orfani. L’uomo diventa, così, dimora dello Spirito Santo, tempio vivente di Dio. Per questo, sant’Ireneo poteva esclamare: “Gloria di Dio è l’uomo vivente”, vivificato dal suo Spirito.

Grazie a Lui l’uomo scopre la dimensione divina della propria vita: “da Lui l’unione costante e la somiglianza con Dio e, cosa più sublime d’ogni altra, da Lui la possibilità di divenire Dio” San Basilio Magno).

Lo Spirito Santo è il termine della missione di Cristo. Tutta l’opera salvifica culmina nel suo dono. Vi è infatti un intimo legame tra Gesù e lo Spirito Santo: “quando il Padre invia il suo Verbo invia sempre il suo Soffio: missione congiunta in cui il Figlio e lo Spirito Santo sono distinti ma inseparabili” (CCC689).

La rivelazione di Dio, la sua auto-comunicazione, compiutasi in Cristo, continua a manifestarsi mediante lo Spirito Santo. Egli è l’Amore del Padre e del Figlio; manifesta il Padre e il Figlio come comunione, come l’essere- per- l’altro; infatti, il Padre, il Figlio, lo Spirito vivono l’uno rivolto verso l’altro. Questo vivere l’uno per l’altro ci viene rivelato dallo Spirito Santo. “Interroga il tuo cuore e se vi trovi la carità verso il fratello, hai lo Spirito Santo” (Sant’Agostino); “battezzati, poi, in un solo Spirito, noi formiamo un solo corpo” (1Cor12,13). Si realizza, così, la discesa dello Spirito Santo, l’unione dei credenti; quell’unione che, con tanta insistenza, Gesù aveva chiesto al Padre prima della sua morte: “tutti siano una sola cosa… Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità” (Gv17,21ss).

Donaci, Signore, il tuo Santo Spirito, perché ci renda perfetti nell’unità, affinché il mondo sappia che Tu ci hai amati prima della creazione del mondo. Che tutti sappiano che Tu sei la Sorgente dell’Amore con il quale ci amiamo.

 

Suor Maria Teresa di Gesù Bambino

Monastero Delle Carmelitane

Piazza San Giuseppe, 10

84082 Fisciano (SA)